Innovazione in Sicilia, Cartabellotta: “La sfida è fare sistema e misurare anche l’impatto sociale”


Il dirigente generale del Dipartimento Attività produttive della Regione Siciliana racconta a DusmetNews le prospettive dell’economia regionale, dagli investimenti nella ricerca alle nuove filiere delle Life Science. «La sostenibilità non è soltanto economica, ma anche ambientale e sociale».

La Sicilia sta costruendo nuove opportunità di sviluppo accanto ai settori tradizionali dell’economia. Dall’agroalimentare al turismo, fino alla ricerca biomedica, all’intelligenza artificiale e all’aerospazio, cresce un sistema produttivo che punta sull’innovazione e sulla collaborazione tra imprese, università e istituzioni. A descrivere questa trasformazione è Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento Attività produttive della Regione Siciliana, intervistato da DusmetNews in occasione del Premio Dusmet 2026. “L’innovazione è un po’ come il profumo, un profumo che dà sicuramente un respiro alle imprese”, osserva Cartabellotta, richiamando i segnali positivi che arrivano dalle infrastrutture scientifiche e dai nuovi investimenti. Tra le esperienze più significative cita ISMETT e Fondazione Ri.MED, impegnati nello sviluppo della medicina di precisione e delle tecnologie per la salute, ma anche il telescopio sottomarino di Portopalo di Capo Passero e le progettualità legate all’aerospazio.

Dalle singole imprese a un ecosistema dell’innovazione

La Regione, spiega Cartabellotta, sta intervenendo su diversi segmenti del sistema produttivo attraverso strumenti destinati a micro, piccole, medie e grandi imprese, con particolare attenzione a ricerca e sviluppo, digitalizzazione, efficientamento energetico e startup. La strategia si inserisce nel quadro della specializzazione intelligente regionale, la S3, che riconosce un ruolo crescente alle nuove filiere tecnologiche e alle scienze della vita. Ma il sostegno economico, da solo, non è sufficiente. “La messa in rete, che può essere spinta dall’amministrazione — ma ci vuole anche una propensione allo stare insieme —, sia la vera chiave di volta per lo sviluppo della Sicilia”, sottolinea il dirigente. In questa prospettiva, l’Open Innovation diventa uno strumento per avvicinare ricerca, imprese e sistema finanziario, favorendo non soltanto l’accesso alle tecnologie, ma anche lo sviluppo delle competenze manageriali necessarie ad affrontare il cambiamento.

Da Etna Valley a Carini, l’innovazione che coinvolge il territorio

Cartabellotta richiama due esempi di sviluppo industriale e scientifico: l’Etna Valley, con gli investimenti di STMicroelectronics e le opportunità legate ai semiconduttori, e il polo biomedico di Carini, dove gli investimenti di ISMETT e Fondazione Ri.MED possono favorire nuove attività produttive e applicazioni della ricerca. L’obiettivo dichiarato è costruire attorno a queste realtà un sistema di relazioni capace di coinvolgere imprese, istituzioni e comunità locali, generando opportunità che vadano oltre i singoli investimenti. È qui che emerge il tema centrale per la Fondazione Dusmet: il valore dell’innovazione non può essere misurato soltanto attraverso il fatturato o la crescita economica. “Forse dovremmo un po’ rimettere al centro il concetto di sostenibilità che, per come è stato sempre concepito, non è solo economica, ma è anche ambientale e sociale”, afferma Cartabellotta.

Misurare lo sviluppo anche attraverso i benefici per la comunità

Nella parte conclusiva dell’intervista, il dirigente generale invita ad ampliare gli strumenti con cui si valutano i risultati delle politiche di sviluppo. Accanto agli indicatori economici tradizionali, come PIL e fatturato, propone di considerare anche parametri sociali e ambientali, per comprendere quale impatto producano gli investimenti sulla vita delle persone e sui territori. È una prospettiva che riconosce un ruolo anche al terzo settore e alle organizzazioni capaci di connettere innovazione, bisogni sociali e partecipazione delle comunità. Il confronto con Cartabellotta si inserisce nel percorso del Premio Dusmet 2026, in programma il 28 ottobre alle Ciminiere di Catania, dedicato al rapporto tra Life Science, intelligenza artificiale e responsabilità sociale. La sfida per la Sicilia, dunque, non è soltanto attrarre investimenti e sostenere nuove imprese, ma fare in modo che la crescita economica si traduca in occupazione qualificata, sostenibilità e benessere collettivo.

Guarda la videointervista integrale a Dario Cartabellotta realizzata da DusmetNews.

Dalla stessa categoria