Bambini e IA: la lezione che arriva dalla Kalsa di Palermo


Il progetto “A scuola con l’IA – Kids Leadership Academy” arriva alla Kalsa e segna un passaggio significativo nel modo in cui Palermo affronta il rapporto tra minori, educazione e nuove tecnologie. L’iniziativa, promossa da Euroconsumers e Google, in partnership con Codemotion e in collaborazione con Addiopizzo, ha avuto come obiettivo centrale quello di accompagnare i più giovani verso un uso consapevole e responsabile dell’Intelligenza Artificiale e degli strumenti digitali.


Il confronto tra scuola, Caritas e Tribunale per i Minorenni

Dopo un laboratorio biennale che ha coinvolto direttamente i bambini del quartiere, conclusosi ieri, la sede di Addiopizzo ha ospitato un momento di confronto pubblico e istituzionale che ha riunito attorno allo stesso tavolo attori chiave dell’educazione e della tutela dei minori: il Tribunale per i Minorenni, rappresentanti della scuola, la Caritas diocesana, educatori e coordinatori del progetto. Un dialogo corale che testimonia come l’innovazione tecnologica non possa essere affrontata in modo frammentato, ma richieda una visione condivisa tra istituzioni e società civile.


Bambini, IA e responsabilità: il ruolo di Addiopizzo

Nel corso dell’incontro, Laura Nocilla di Addiopizzo ha evidenziato un punto cruciale: la necessità di mettere i giovani al centro dei processi formativi, non come destinatari passivi, ma come protagonisti attivi.

«Rendere protagonisti i giovani e offrire loro nei percorsi educativi la possibilità di essere responsabili e di avere gli strumenti per comprendere ciò che succede intorno» ha sottolineato Nocilla, rimarcando come l’educazione digitale debba andare oltre l’aspetto tecnico per diventare occasione di crescita civica e personale.

Questo approccio si inserisce pienamente nella mission di Addiopizzo e, più in generale, in una visione di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva che caratterizza molte realtà del territorio palermitano.

Il punto di vista della magistratura minorile: prudenza senza demonizzazione

Il confronto ha messo in luce anche la posizione della magistratura minorile. Massimo Russo, pm minorile, ha invitato a evitare sia l’entusiasmo acritico sia la demonizzazione delle tecnologie digitali.

«Non bisogna criminalizzare le innovazioni tecnologiche – spiega Russo – ma bisogna avere un approccio improntato a grande prudenza, soprattutto se utilizzate dai minori. Sui social e su internet nascono rapporti interpersonali ma si commettono e si subiscono anche atti di bullismo che possono influire e aggravare i comportamenti».

Le sue parole richiamano una responsabilità condivisa tra famiglie, scuola e istituzioni nel costruire ambienti digitali più sicuri e consapevoli, in cui i minori possano crescere senza essere esposti a rischi eccessivi.

La scuola come ponte tra tecnologia e inclusione

Un contributo importante è arrivato anche dalla dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Rita BorsellinoLucia Sorce, che ha sottolineato l’importanza di uscire dai confini tradizionali della didattica per cercare soluzioni innovative e inclusive.

«È importante “sconfinare” alla ricerca di soluzioni. Addiopizzo ha intercettato questa importantissima possibilità di confronto e riflessione nell’ambito di interventi di inclusione sociale e di contrasto alle povertà educative ed economiche e lavorare insieme fa bene a tutti», ha affermato Sorce.

Un messaggio che rafforza l’idea di una scuola aperta, capace di dialogare con il territorio e con il terzo settore per rispondere alle sfide educative del presente.

Tecnologia, educazione e comunità: una sfida condivisa

L’esperienza della Kids Leadership Academy alla Kalsa rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra imprese, associazioni, istituzioni e mondo dell’istruzione. In un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale sta trasformando il modo di apprendere, comunicare e relazionarsi, iniziative come questa mostrano come sia possibile coniugare innovazione tecnologica e responsabilità educativa.

Per la Fondazione Dusmet, attenta alle dinamiche sociali, culturali ed educative del territorio, questo progetto conferma l’importanza di investire in percorsi che non solo trasmettano competenze digitali, ma contribuiscano a formare cittadini consapevoli, critici e partecipi.

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