Alle 9.15, nella Sala Ulisse, la seconda edizione del Premio promosso dalla Fondazione G.B. Dusmet. Un successo rinnovato, testimoniato dalla varietà delle candidature e dalla partecipazione di realtà provenienti da esperienze e ambiti differenti. Un riconoscimento speciale anche per uno dei progetti arrivati fuori termine: «Nessuno deve essere lasciato indietro».
Si apre oggi, mercoledì 28 ottobre, alle ore 9.15, nella Sala Ulisse di Expomedicina, la giornata dedicata al Premio Dusmet 2026, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Giuseppe Benedetto Dusmet per valorizzare esperienze, progetti e soluzioni capaci di coniugare innovazione, ricerca scientifica, salute e impatto sociale. L’appuntamento si inserisce nella giornata conclusiva di Expomedicina e rappresenta il momento culminante della seconda edizione del Premio, nato per riconoscere chi, attraverso la ricerca, la tecnologia, l’impegno sociale e nuovi modelli organizzativi, contribuisce a migliorare concretamente la qualità della vita delle persone e delle comunità.
Per il secondo anno consecutivo, il Premio Dusmet conferma la capacità di intercettare esperienze innovative e di mettere in relazione mondi che spesso procedono lungo percorsi paralleli. Il successo dell’iniziativa trova conferma soprattutto nella provenienza eterogenea delle candidature ammesse alla valutazione, espressione di una pluralità di competenze, approcci e sensibilità. Dalla ricerca scientifica all’innovazione tecnologica, dalle iniziative imprenditoriali alle esperienze del Terzo Settore, il Premio si propone come uno spazio di incontro tra soggetti accomunati dalla volontà di affrontare bisogni reali e generare un cambiamento positivo. Una diversità che costituisce uno dei risultati più significativi dell’iniziativa: dimostrare che l’innovazione sociale non appartiene a un singolo settore, ma nasce sempre più spesso dall’incontro tra discipline, competenze e comunità differenti. Il Premio non intende infatti riconoscere soltanto il valore tecnologico o scientifico delle soluzioni, ma soprattutto la loro capacità di tradursi in benefici concreti, con particolare attenzione alle persone più fragili, all’accessibilità dei servizi, alla prevenzione, alla qualità della cura e alla sostenibilità degli interventi.
Tra gli elementi che caratterizzano questa seconda edizione emerge anche una scelta che interpreta in maniera particolarmente significativa lo spirito della Fondazione Dusmet. Diverse candidature sono infatti pervenute oltre il termine previsto dal bando, segno di un interesse che ha continuato a manifestarsi anche dopo la chiusura ufficiale della selezione. Pur nel rispetto delle regole e delle procedure previste per l’assegnazione del Premio, la Fondazione ha deciso di non disperdere il patrimonio di idee e proposte ricevute, disponendo comunque un esame dei contenuti delle candidature tardive. Tra queste sarà selezionato un progetto al quale attribuire un riconoscimento speciale, anche se simbolico, distinto dalla valutazione ordinaria del Premio. Una decisione che nasce dalla volontà di dare ascolto e attenzione a chi ha scelto di mettersi in gioco, condividendo un’idea, un’esperienza o una proposta capace di contribuire al bene comune. È una scelta coerente con l’eredità del beato Giuseppe Benedetto Dusmet, alla quale la Fondazione si ispira: non lasciare indietro nessuno, riconoscere il valore dell’impegno e considerare ogni esperienza un’opportunità di crescita per la comunità. Perché l’innovazione sociale non si misura soltanto attraverso classifiche e risultati, ma anche nella capacità di costruire relazioni, incoraggiare la partecipazione e valorizzare energie che rischierebbero altrimenti di rimanere invisibili.

La giornata di oggi sarà anche un’occasione di confronto sul rapporto tra progresso scientifico, responsabilità etica e trasformazione dei sistemi sociali e sanitari. Il Premio Dusmet nasce infatti da una convinzione precisa: l’innovazione acquista pienamente significato quando riesce a migliorare la condizione umana, ridurre le disuguaglianze e rendere più accessibili opportunità, conoscenze e servizi. In questo percorso, la Fondazione punta a favorire il dialogo tra ricerca, istituzioni, professionisti della salute, imprese innovative e organizzazioni impegnate quotidianamente nell’assistenza e nella solidarietà. Il riferimento alle Life Science assume così un significato ampio, che comprende non soltanto le tecnologie applicate alla medicina, ma anche i nuovi modelli di cura, il welfare di comunità, l’inclusione e la capacità di rispondere ai bisogni delle persone.
La giornata conclusiva del Premio Dusmet 2026 prenderà il via oggi alle ore 9.30 nella Sala Ulisse, nell’ambito di Expomedicina. Il programma sarà dedicato al confronto sui temi dell’innovazione sociale, della salute e dell’etica, fino al momento della valorizzazione dei progetti selezionati e all’attribuzione dei riconoscimenti. La seconda edizione conferma così la volontà della Fondazione G.B. Dusmet di costruire attorno al Premio non soltanto un appuntamento annuale, ma un percorso capace di far emergere idee, creare connessioni e promuovere una cultura dell’innovazione orientata alla persona. Un’innovazione che non lascia indietro nessuno e che considera il progresso autentico soltanto quando diventa un’opportunità condivisa.