Un agente di intelligenza artificiale affianca il medico nell’analisi del caso clinico. Segnala gli esami da non trascurare e le diagnosi alternative da valutare. L’ultima parola, però, resta sempre al professionista. È Asclepius AI, il progetto di Sergio Buccheri, Marco Lavenia e Giuseppe Rainieri candidato al Premio Dusmet 2026. Il premio sarà assegnato mercoledì 28 ottobre a Catania.
L’idea nasce da una storia vissuta in prima persona da Sergio Buccheri. Come racconta il gruppo di lavoro, gli era stata diagnosticata la sindrome del colon irritabile. Soltanto dopo mesi ha scoperto che i disturbi erano legati a un’intolleranza al lattosio, non a una malattia del colon. Secondo i promotori, nel percorso diagnostico mancavano alcuni esami che avrebbero potuto aiutare a trovare prima la causa dei sintomi.
Da qui è nata l’idea di uno strumento per i medici. Deve aiutarli a mettere in relazione i dati sul paziente, a valutare le possibili cause dei disturbi e a capire quali esami servono ancora. Nelle intenzioni del team, Asclepius dovrebbe aiutare a costruire un quadro clinico completo. Vuole ridurre il rischio di omissioni o ritardi nella diagnosi e rendere il percorso di cura più attento alla storia e ai bisogni di ogni persona.
Il punto di partenza resta il medico. Prima formula una sua ipotesi. Poi inserisce nella piattaforma i dati del paziente: storia clinica, sintomi, esami già fatti e terapie in corso.
A quel punto il sistema analizza fonti scientifiche verificate e pertinenti al caso. Lo scopo è allargare il campo della valutazione. Asclepius può segnalare aspetti da approfondire, suggerire altri esami e indicare possibili diagnosi alternative. Il medico legge le proposte insieme ai riferimenti scientifici che le sostengono. Poi decide quanto contano per quel paziente.
Lo stesso vale per le opzioni di terapia. La piattaforma tiene conto dei dati disponibili, di eventuali altre malattie e dei farmaci già in uso. L’idea è aiutare il medico a collegare gli elementi clinici e a vedere cosa manca. Così le sue scelte possono essere più complete e consapevoli.
Sul piano tecnico, Asclepius usa un’architettura agentica. Vuol dire che più agenti di intelligenza artificiale, ognuno con un compito preciso, lavorano insieme sul caso.
Un primo agente consulta le fonti scientifiche: articoli di ricerca, testi medici e indicazioni del Ministero della Salute. Sceglie le informazioni utili al caso e fornisce una base per le valutazioni successive.
Un secondo agente collega i sintomi alle possibili cause. Tiene conto della storia clinica e degli altri dati disponibili. Il suo compito è supportare la diagnosi differenziale. In pratica aiuta il medico a distinguere tra malattie che si presentano in modo simile.
Un altro agente mette insieme queste informazioni e propone un percorso di esami. Li ordina in base all’appropriatezza, alla gradualità e all’invasività. Quando è indicato, parte dagli esami meno invasivi. Poi suggerisce i passi successivi in base ai risultati, senza trascurare i segnali di urgenza.
Alla fine il sistema offre una proposta strutturata e motivata. Il medico può esaminarla, cambiarla e adattarla al paziente. Ogni passaggio resta sotto il suo controllo. A lui spettano la diagnosi finale e la scelta della terapia. Le valuta alla luce della visita, della sua esperienza e dei bisogni della persona.
Asclepius AI è tra i dodici progetti ammessi alla seconda edizione del Premio Dusmet, promosso dalla Fondazione Giuseppe Benedetto Dusmet. Il vincitore e le eventuali menzioni speciali saranno proclamati alle Ciminiere di Catania, durante Expomedicina.