Premio Dusmet 2026: CNR IRIB, l’intelligenza artificiale che punta a riconoscere i segni di abuso sui minori


Usare l’intelligenza artificiale per riconoscere prima i segni di abuso e maltrattamento sui minori. È l’obiettivo del progetto di Enrico Parano, del CNR IRIB, candidato al Premio Dusmet 2026. Il gruppo sta sviluppando programmi pensati per affiancare medici e specialisti. Il loro compito è aiutare a leggere radiografie, TAC e risonanze magnetiche. Il premio sarà assegnato mercoledì 28 ottobre a Catania.

Una ricerca sulle basi biologiche del rischio

Il progetto parte dalla prevenzione e dal contrasto degli abusi sui minori. La ricerca studia le basi biologiche e soprattutto genetiche di alcune condizioni neurologiche e neuropsicocomportamentali. Sono condizioni che possono essere associate a questi fenomeni.

Il gruppo di ricerca mette in chiaro un punto. Lo studio non riconduce la violenza a una sola causa e non la considera determinata dal patrimonio genetico. Lo scopo è capire legami complessi. Da qui possono nascere strumenti più efficaci per prevenire e proteggere.

I primi a beneficiarne dovrebbero essere i minori, dalla prima infanzia all’adolescenza. Al centro ci sono la loro sicurezza, la salute e la crescita. Secondo il proponente, però, il vantaggio riguarda tutta la collettività. Prevenire gli abusi vuol dire sostenere le famiglie e ridurre i costi umani, sociali ed economici della violenza.

Il ciclo della violenza e come interromperlo

Il punto di partenza è il cosiddetto ciclo della violenza. Secondo questo modello, chi ha subito abusi o maltrattamenti da bambino può avere un rischio più alto di problemi emotivi e di comportamento negli anni successivi. Questo però non significa essere destinati a diventare aggressori. Capire questi percorsi serve anche a trovare i fattori di protezione e i momenti in cui è possibile interromperli.

L’obiettivo dichiarato è sviluppare tecnologie che aiutino a riconoscere presto le situazioni di rischio. E a intervenire prima che si traducano in comportamenti violenti.

In questo ambito l’intelligenza artificiale avrebbe il compito di analizzare e collegare dati clinici, biologici e psicosociali. Aiuterebbe i ricercatori a individuare associazioni complesse e a formulare ipotesi da verificare con metodo scientifico. Con strumenti ben validati, potrebbe anche aiutare i professionisti a capire i bisogni e a definire interventi rapidi e su misura.

Radiografie, TAC e risonanze: cosa analizza il sistema

La seconda linea del progetto riguarda l’ambito medico-forense. Qui il gruppo sta sviluppando programmi di intelligenza artificiale per i professionisti. Servono a individuare e interpretare lesioni che potrebbero essere legate ad abusi o maltrattamenti fisici sui minori. Il bisogno è dare un supporto quando i segni sono poco evidenti o difficili da leggere.

Il sistema è pensato per analizzare immagini di radiografie, TAC e risonanze magnetiche. Tiene conto delle caratteristiche di ciascuna tecnica diagnostica. Dovrebbe aiutare lo specialista a trovare le aree da osservare con più attenzione. Lo specialista può poi esaminare sede, distribuzione e caratteristiche delle lesioni. Questi elementi vanno messi in relazione con l’età del bambino, la sua storia clinica e il racconto di come sarebbe avvenuto il fatto.

Il contributo dell’intelligenza artificiale sarebbe un livello di analisi in più. Potrebbe segnalare i reperti sospetti e rendere più sistematica la lettura delle immagini. Potrebbe anche aiutare a valutare se le lesioni sono compatibili con un’origine accidentale o non accidentale. Ogni segnalazione dovrebbe essere comprensibile e verificabile dal professionista, che ne valuta il peso nel caso specifico.

Prima di tutto la validazione

Una parte decisiva del lavoro riguarda la validazione scientifica. I ricercatori dovranno verificare quanto il programma sia affidabile su immagini e pazienti diversi. Andranno misurate due cose. La prima è la capacità di riconoscere le lesioni rilevanti. La seconda è il rischio di segnalare come sospetti reperti che hanno altre spiegazioni. L’utilità reale dello strumento dipenderà da quanto saprà migliorare il lavoro clinico e medico-forense sul campo.

La valutazione finale resterà ai professionisti e al confronto tra più specialisti. Nessuna immagine e nessuna segnalazione automatica, da sola, può ricostruire l’intera storia di un bambino. Lo scopo è riconoscere prima i casi che richiedono approfondimento e protezione. E offrire elementi in più per decisioni accurate e responsabili.

Il progetto dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del CNR è tra i dodici ammessi alla seconda edizione del Premio Dusmet, promosso dalla Fondazione Giuseppe Benedetto Dusmet. Il vincitore e le eventuali menzioni speciali saranno proclamati alle Ciminiere di Catania, durante Expomedicina.

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