Tra le 9.000 e le 17.500 ore di lavoro medico recuperate ogni anno, su circa 21.000 ricoveri. È la stima dei promotori di A.I.D.A. AI, il progetto di Santo Michele Pettignano candidato al Premio Dusmet 2026. L’idea è usare l’intelligenza artificiale per aiutare i medici a scrivere la lettera di dimissione ospedaliera. Il premio sarà assegnato mercoledì 28 ottobre a Catania.
La lettera di dimissione è il documento che garantisce la continuità delle cure dopo il ricovero. È il principale mezzo di comunicazione tra l’ospedale e l’esterno. Accompagna il paziente quando torna a casa. La consulta il medico di famiglia, la leggono i familiari. Serve a capire le condizioni cliniche, le terapie prescritte, le indicazioni da seguire e i controlli successivi.
Eppure, spiega il proponente, spesso viene scritta sotto forte pressione. Capita alla fine di turni pesanti o tra un’urgenza e l’altra. Il medico deve produrre un documento accurato con tempi sempre più stretti e molti adempimenti burocratici.
Secondo il proponente, a seconda della durata e della complessità del ricovero, scrivere una lettera richiede in media dai 30 ai 60 minuti. È tempo sottratto all’assistenza diretta dei pazienti.
Il progetto vuole supportare i medici nella compilazione delle lettere. L’obiettivo è renderle più chiare, complete e ordinate. E comprensibili anche per chi non ha competenze sanitarie.
Il sistema è progettato per automatizzare le fasi più ripetitive della raccolta e dell’organizzazione dei dati clinici. Secondo la descrizione del progetto, legge e analizza in automatico la documentazione disponibile. Individua gli elementi clinici rilevanti e ricostruisce in modo ordinato la storia del ricovero.
La piattaforma può supportare anche altre attività burocratiche e documentali. Lo scopo è alleggerire il lavoro amministrativo e rendere più efficiente l’intero processo di dimissione.
L’aspetto tecnico su cui punta il progetto si chiama strict grounding. È un metodo che lega i contenuti generati alle sole informazioni presenti nei documenti di partenza.
In pratica l’intelligenza artificiale non deve fare ricostruzioni arbitrarie né aggiungere dati non documentati. Deve produrre una sintesi verificabile, in cui ogni elemento clinico si possa ricondurre ai dati da cui è stato estratto. Il metodo punta a ridurre il rischio di errori e di contenuti inventati dalla macchina.
La verifica del medico però resta indispensabile. Il professionista conserva la piena responsabilità della valutazione clinica e dell’approvazione finale del documento. L’intelligenza artificiale fa da assistente nella gestione delle informazioni.
Il progetto guarda a due risultati. Il primo è restituire tempo al medico, riducendo il carico di documenti da compilare. Il secondo è dare al paziente informazioni più chiare e utili per affrontare il periodo dopo il ricovero.
Secondo il proponente, un documento più accessibile e accurato può aiutare a capire meglio le prescrizioni. Può ridurre il rischio di fraintendimenti e rendere più facile la gestione delle cure a casa. In questa visione la dimissione è un passaggio delicato, più che la semplice fine del ricovero. La qualità dell’informazione diventa parte della qualità della cura.
Le ore recuperate, nelle intenzioni del progetto, potrebbero tornare alle attività cliniche e assistenziali. Ne beneficerebbero l’organizzazione del lavoro e la disponibilità del personale sanitario.
Santo Michele Pettignano, dell’ASP di Siracusa, partecipa al Premio Dusmet con due progetti: oltre ad A.I.D.A. ha candidato A.L.I.C.E. Sono tra i dodici ammessi alla seconda edizione del premio, promosso dalla Fondazione Giuseppe Benedetto Dusmet. Il vincitore e le eventuali menzioni speciali saranno proclamati alle Ciminiere di Catania, durante Expomedicina.