“Connessi, eredi di una ricca povertà”, il ministro dell’OFS Sicilia ci parla del Meeting Francescano del Mediterraneo 2026


A Catania, dal 15 al 17 maggio, la quinta edizione del MFM porta in Piazza Università un appuntamento che coniuga spiritualità francescana, ecologia integrale e impegno civile. La Fondazione G.B. Dusmet è presente con il suo corso di alta formazione. Abbiamo incontrato Carmelo Vitello, Ministro dell’Ordine Francescano Secolare di Sicilia.

C’è un’espressione che in esclusiva per Dusmet News torna spesso nelle parole di Carmelo Vitello, Ministro dell’Ordine Francescano Secolare di Sicilia: globalizzazione dell’indifferenza. Non è un’invenzione sua — la mutuò più volte Papa Francesco, fin dalla storica visita a Lampedusa nel 2013 — ma nella voce del Ministro dell’OFS prende la forma di un’accusa e di un appello insieme. Un’accusa al tempo che viviamo, un appello alla coscienza di chi sceglie la via francescana.

A pochi giorni dall’apertura della quinta edizione del Meeting Francescano del Mediterraneo, in programma a Catania dal 15 al 17 maggio 2026, abbiamo incontrato Carmelo Vitello per un’intervista. Il tema scelto per quest’anno — “Connessi. Eredi di una ricca povertà” — porta con sé l’eco degli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (1226–2026) e si radica in una Sicilia che, per posizione geografica e storia, è da sempre specchio e crocevia del Mediterraneo.

Il Meeting si svolgerà in Piazza Università e in diversi luoghi simbolici della città etnea — dal Museo Diocesano alla Cattedrale, dalla Moschea della Misericordia al quartiere Librino — con forum, workshop, momenti di preghiera interreligiosa, spettacoli e la Festa del Sì della GiFra. Tra i protagonisti: il Cardinale Matteo Zuppi, l’arcivescovo di Catania Mons. Luigi Renna, Fra Marco Moroni (Custode del Sacro Convento di Assisi), il giornalista Nello Scavo, l’eurodeputato Leoluca Orlando e il Patriarca di Gerusalemme Card. Pierbattista Pizzaballa (in collegamento).

La Fondazione Giuseppe Benedetto Dusmet sarà presente, sabato 16 maggio, con un forum dedicato all’Ecologia Integrale: l’incontro del corso di alta formazione promosso insieme alla Pontificia Università Lateranense, giunto alla sua seconda edizione — un progetto che la Fondazione considera tra le sue iniziative più care, nella convinzione che cura dell’ambiente e giustizia sociale siano facce della stessa medaglia.

«La sfida più urgente: passare da una fede interna alle fraternità a una fede incarnata»

Ministro, il MFM 2026 si propone come un momento di riflessione e rilancio. Qual è la sfida più urgente oggi per l’OFS in Sicilia?

«La sfida più urgente è passare da una fede vissuta in modo prevalentemente interno alle fraternità a una fede incarnata nei luoghi della vita quotidiana. Oggi siamo chiamati a essere una presenza credibile dentro le fragilità del nostro tempo: nelle periferie esistenziali, nelle relazioni ferite, nei contesti segnati da povertà materiali e culturali, ma anche nei luoghi in cui si costruiscono scelte sociali e civili.

Come ci ha ricordato più volte Papa Francesco, il rischio è quello della globalizzazione dell’indifferenza. È proprio lì che il francescano è chiamato a reagire, scegliendo la prossimità, la cura e l’attenzione all’altro.

In questo orizzonte si inserisce il Meeting Francescano del Mediterraneo, in cui è centrale il tema della connessione: ritrovarci insieme, uomini e donne di buona volontà, nella consapevolezza che nessuno possiede la verità in tasca, ma che il confronto, la fraternità e la condivisione delle energie possono aprire strade nuove.

Siamo chiamati ad abitare questo tempo e questo luogo che ci sono consegnati: un tempo segnato da violenze, individualismo e guerre, e un Mediterraneo — con la Sicilia al suo centro — che ci interpella ogni giorno. È proprio da qui che nasce l’urgenza di vivere con maggiore intensità la nostra vocazione: nella connessione, nell’impegno, nella dedizione e nella speranza.

La sfida è diventare testimoni di speranza, attraverso scelte semplici e quotidiane, nello stile di San Francesco d’Assisi.»

«Formazione non come trasmissione di contenuti, ma come trasformazione della vita»

Formazione e responsabilità dei laici: come incidere nei contesti senza perdere l’identità?

«La formazione è decisiva, ma non può essere solo trasmissione di contenuti: deve diventare trasformazione della vita.

Il francescano secolare è chiamato a vivere il Vangelo dentro il lavoro, la famiglia, l’impegno sociale e politico. È lì che si gioca la credibilità della nostra vocazione.

Anche qui ritorna forte l’invito a non lasciarci trascinare dalla globalizzazione dell’indifferenza, ma a costruire relazioni autentiche, capaci di attenzione e responsabilità. Per incidere realmente nei contesti, serve una formazione che unisca spiritualità e concretezza.

Il Meeting ci richiama a percorsi condivisi, dove il confronto e la fraternità aiutano a crescere insieme. Più siamo radicati nel Vangelo, più diventiamo liberi di stare nel mondo senza confonderci con le sue logiche.»

«La parola chiave è connessione: ricucire relazioni, creare ponti»

Ministro, quale contributo può offrire il carisma francescano oggi, nell’anno dell’VIII centenario?

«Il carisma francescano ha una forza straordinariamente attuale, perché parla alle grandi crisi del nostro tempo.

Di fronte alle nuove povertà, richiama a uno stile di sobrietà e condivisione. Di fronte alla crisi ambientale, invita a custodire il creato. Di fronte alla frammentazione sociale, propone la fraternità.

In un mondo segnato dall’indifferenza, il francescano è chiamato a essere segno di una presenza diversa. La parola chiave è connessione: ricucire relazioni, creare ponti, mettere insieme differenze per generare comunione.

Seguendo l’intuizione di San Francesco d’Assisi, possiamo contribuire a costruire comunità più giuste e solidali. Ed è così che possiamo continuare a essere, oggi, testimoni di speranza.»

La Fondazione Dusmet al MFM: ecologia integrale, seconda edizione

Il fil rouge tra la visione francescana tratteggiata da Vitello e il lavoro della Fondazione G.B. Dusmet è evidente. Il tema dell’ecologia integrale — che torna come linguaggio condiviso tra carisma francescano e innovazione sociale — è al cuore del corso di alta formazione che la Fondazione porta avanti, alla sua seconda edizione, in sinergia con la Pontificia Università Lateranense.

Sabato 16 maggio, al Museo Diocesano di Catania, l’incontro in presenza del corso vedrà la partecipazione di Daniele Bruno (presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù), Giovanni Patriarca (Dicastero per la Cultura e l’Educazione), e Mauro Mangano (dirigente scolastico I.O. “A. Musco” di Catania), moderati da Paolo Conversi della Pontificia Università Lateranense.

Per la Fondazione Dusmet, l’ecologia integrale non è una disciplina accademica separata dall’impegno quotidiano: è la lente attraverso cui leggere il rapporto tra innovazione, cura della persona e cura del creato. Una convergenza perfetta con lo spirito del Meeting Francescano del Mediterraneo 2026.

Cinque anni di MFM: una storia di Sicilia che guarda il Mediterraneo

Il Meeting Francescano del Mediterraneo nasce in Sicilia e dalla Sicilia non se ne è mai davvero andato, anche nelle edizioni precedenti: questa terra di confine, di sbarchi e di approdi, di culture che si intrecciano e spesso si scontrano, è la cornice naturale di un appuntamento che vuole prendere sul serio la parola mediterraneo — non come semplice etichetta geografica, ma come visione di un futuro condiviso.

La quinta edizione porta a Catania un programma articolato su tre giorni: il venerdì dedicato alle scuole e ai giovani, con il fumettista GIOBA e il tema della pace; il sabato cuore denso di forum, workshop e il Giubileo Francescano presieduto da Mons. Calogero Peri; la domenica con la Festa del Sì della GiFra, i “Convertitori di pace nel Mediterraneo” e la Messa conclusiva con l’arcivescovo Mons. Luigi Renna.

Il Premio San Ludovico 2026 sarà assegnato alla Comunità di Lampedusa, consegnato al parroco don Carmelo Rizzo: un gesto simbolico che dice tutto sull’orizzonte civile e spirituale del Meeting.


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