Il progetto presentato da Mihaela Pistimia Vieriu punta a semplificare l’accesso alle cure, mettendo in collegamento i bisogni delle persone con i servizi sanitari già disponibili sul territorio. L’intelligenza artificiale sostiene il lavoro dei professionisti, senza sostituire la relazione umana.
Non sempre il problema della sanità è la mancanza di servizi. Spesso la difficoltà, per un cittadino o una famiglia, consiste nel capire a chi rivolgersi, quale percorso intraprendere e come accedere alle prestazioni più appropriate rispetto alle proprie necessità. Tra strutture pubbliche e private, specialisti, esami e procedure, orientarsi può diventare complicato. Il rischio è quello di affrontare un percorso frammentato, fatto di passaggi successivi tra servizi diversi, senza un riferimento chiaro e senza un accompagnamento continuativo. È a questo bisogno che intende rispondere ALMA, il progetto presentato da Mihaela Pistimia Vieriu tra le candidature ammesse al Premio Dusmet 2026 – Life Science e Intelligenza Artificiale, promosso dalla Fondazione Giuseppe Benedetto Dusmet. L’obiettivo è costruire un sistema capace di accogliere il cittadino fin dal primo contatto, ascoltarne le necessità e accompagnarlo nell’individuazione dei servizi sanitari più appropriati, valorizzando le risorse già presenti sul territorio.
L’idea alla base di ALMA parte da una considerazione: il sistema sanitario dispone di competenze, professionisti e strutture, ma non sempre offre alle persone un percorso di accesso semplice, coordinato e facilmente comprensibile. La medicina territoriale è organizzata prevalentemente intorno all’erogazione delle singole prestazioni, come visite ed esami. Rimane invece più difficile garantire quella fase iniziale di ascolto e orientamento che permette a una persona di trasformare il proprio bisogno di salute in un percorso concreto. ALMA propone di intervenire proprio in questo spazio, attraverso un modello organizzativo che non aggiunge un ulteriore servizio sanitario, ma punta a creare un collegamento tra le persone e quelli già esistenti. Il sistema immaginato dal progetto prevede una prima raccolta dei bisogni del cittadino o della famiglia, un’analisi delle informazioni disponibili e la produzione di un report di orientamento chiaro, strutturato e personalizzato. Non soltanto indicazioni su dove rivolgersi, dunque, ma un percorso di accompagnamento che favorisca la continuità dell’assistenza e l’integrazione tra le diverse risorse sanitarie, pubbliche e private.
È in questo processo che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Nel modello proposto da ALMA, l’AI ha il compito di supportare i professionisti nella raccolta e nell’organizzazione delle informazioni, facilitando una prima analisi dei bisogni espressi dalle persone. La tecnologia può inoltre contribuire alla costruzione del report di orientamento e alla ricognizione delle risorse sanitarie disponibili sul territorio, aiutando a individuare strutture, servizi e percorsi potenzialmente coerenti con le esigenze rilevate. Un’attività che, se svolta esclusivamente attraverso ricerche e verifiche manuali, può richiedere tempo e rendere più complesso l’accesso alle informazioni. L’intelligenza artificiale non assume però il ruolo di decisore sanitario. La valutazione finale e la responsabilità dell’orientamento rimangono affidate al professionista, che conserva il compito di interpretare le informazioni e accompagnare la persona. L’innovazione proposta consiste quindi nell’utilizzare la tecnologia per rendere più efficiente il lavoro di chi accoglie e orienta, liberando tempo da dedicare all’ascolto e alla relazione con il cittadino.
L’aspetto più interessante di ALMA è la scelta di concentrare l’innovazione non tanto sulla creazione di nuove prestazioni, quanto sul miglioramento dell’accesso a quelle disponibili. Il progetto propone di affrontare una criticità organizzativa che può incidere concretamente sull’esperienza delle persone: la difficoltà di individuare il servizio giusto, comprendere le possibilità offerte dal territorio e mantenere continuità nel percorso assistenziale. Una prospettiva nella quale il valore della tecnologia non si misura soltanto nella velocità di elaborazione delle informazioni, ma nella sua capacità di rendere il sistema sanitario più comprensibile e vicino ai cittadini. La sfida sarà tradurre questo modello in un processo realmente utilizzabile, capace di integrare informazioni aggiornate sui servizi, competenze professionali e attenzione alle esigenze delle famiglie.
ALMA è uno dei dodici progetti ammessi al Premio Dusmet 2026, dedicato quest’anno al rapporto tra Life Science e Intelligenza Artificiale. Le proposte sono attualmente in fase di valutazione e saranno presentate il 28 ottobre alle Ciminiere di Catania, nell’ambito di Expomedicina. Il progetto si inserisce nella visione che accompagna la seconda edizione del Premio, sintetizzata nel messaggio «Innovare è un atto d’amore»: utilizzare ricerca, conoscenza e tecnologia per migliorare concretamente la vita delle persone, con particolare attenzione a chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi. Nel caso di ALMA, questa visione si traduce in un obiettivo preciso: utilizzare l’intelligenza artificiale non per rendere la sanità meno umana, ma per permettere ai professionisti di dedicare più attenzione alle persone e accompagnarle verso le risposte di cui hanno bisogno.
Nel video che accompagna questo articolo, Mihaela Pistimia Vieriu presenta ALMA, spiegando il bisogno da cui nasce il progetto, il modello di orientamento proposto e il contributo dell’intelligenza artificiale alla sua realizzazione.