Il progetto TAIU’ – Agenda inclusiva digitale di Doris Di Nicola, candidato al Premio Dusmet 2026, nasce dall’idea di creare un’azienda digitale inclusiva, capace di mettere la tecnologia al servizio dell’autonomia personale e della qualità della vita. Il nome, viene fuori dalle due parole ‘ti aiuto’, abbreviato in Taiù. L’obiettivo è sviluppare strumenti e soluzioni digitali che accompagnino le persone nella gestione delle attività quotidiane, favorendo l’indipendenza, la fiducia nelle proprie capacità e la possibilità di affrontare con maggiore sicurezza le piccole e grandi sfide di ogni giorno. Essendo un’app creata per semplificare la vita quotidiana in ambito sanitario, TAIU’ si rivolge in particolare a persone con disturbi dello spettro autistico, ADHD, disabilità cognitive o patologie neurodegenerative. Ma la sua visione è molto più ampia: l’autonomia è un bisogno universale, non esclusivamente legato alla presenza di una disabilità. Pensiamo, ad esempio, a uno studente universitario che per la prima volta si trasferisce lontano dalla propria famiglia e deve imparare a cucinare, utilizzare una lavatrice, organizzare la spesa o gestire la propria casa. Attività apparentemente semplici, ma che possono rappresentare ostacoli concreti per chi non ha ancora acquisito determinate competenze.
TAIU’ vuole rispondere proprio a queste esigenze, attraverso un ecosistema digitale accessibile, intuitivo e personalizzabile, in grado di adattarsi alle caratteristiche, alle capacità e ai bisogni di ciascun individuo. Il principio fondante è che non debba essere la persona ad adattarsi alla tecnologia, ma la tecnologia ad adattarsi alla persona. In questa prospettiva, l’inclusione non rappresenta soltanto un obiettivo sociale, ma diventa un nuovo modo di progettare l’innovazione: strumenti pensati per rispondere a bisogni specifici, ma capaci di generare opportunità e benefici per tutti. TAIU’, dunque, non vuole semplicemente insegnare a svolgere un’attività: vuole contribuire a costruire autonomia, autodeterminazione e partecipazione alla vita quotidiana di tutte le persone. Una tecnologia che non sostituisce le capacità dei singoli individui, ma li accompagna, li valorizza e li rende sempre più autonomi.
L’intelligenza artificiale, ancora una volta, diventa così un facilitatore dell’esperienza umana: l’utente finale conserva il controllo delle proprie scelte, mentre il sistema offre un supporto proporzionato alle sue necessità, prevedendo verifiche e supervisione umana nei contesti più delicati. Ed è proprio in questa relazione tra intelligenza artificiale, accessibilità e autodeterminazione che si colloca il valore sociale e innovativo del progetto.